ARGONAVIS
'no me hagan caso' non badate a me, no...
ARGONAVIS
05/12/2003 - 05-12-2003 h 21.00
pianoterra
Maria Costantini - Rimini
regia e interpretazione Maria Costantini
scenografia Maria, Samanta e Teo
tecnico luci e suono Marco Giovanetti
collaborazioni video Maria, Luca, Chico, Adal, Carlo
musiche Maria e Marco

Questo lavoro, questo studio, questo percorso è iniziato da un incontro-complicità di pelle con la poesia di Pablo Neruda. La prima volta che l’ho letta ho pensato: “questa è la mia storia”. La seconda volta ho pensato: “questa è la storia di tutti i popoli che conoscono il mare”. La terza volta: “questa è la storia di chiunque stia cercando”. ‘No me hagan caso’ sono le testine di pesci morti sulla spiaggia, i pezzi di legno, le conchiglie rotte, tutto ciò che il mare getta sulla spiaggia spopolata. Ma non solo, questo concetto si può elaborare a livello esponenziale e allora no me hagan caso diventa una sensazione: tutte le volte che ci sentiamo inadeguati alla vita, alla società, e vorremmo dire: “non badate a me”. Lungo il camminare su questa spiaggia, arena, desolata, invernale, silenziosa, incontriamo i tesori-scorie delle maree d’autunno, così come nel nostro camminare lungo la storia della vita incontriamo centinaia di no me hagan caso, che magari ci guardano all’angolo di una strada, che ci fermano davanti a un semaforo, che ci incantano quando meno ce lo aspettiamo. Noi stessi diventiamo no me hagan caso quando ci avviciniamo alla morte, alla solitudine, alla tempesta, reale o fittizia che sia, reale o psicologica che sia, reale o immaginaria che sia. E ci ritroviamo là, a rotolare tra le onde. (Maria Costantini)

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