-- MLe voci dell'anima
03/12/2005 - Sabato ore 21,15
Pianoterra
Liberamente ispirato a ‘ Maria Maddalena un amore senza confini ‘ di J. Kelen e da ‘ Fuochi’ di M. Yourcenar

di e con Antonella Morassuti
musica dal vivo di Tommaso Olivari
collaborazione alla regia Riccardo Magherini
collaborazione alla drammaturgia Marinella Anaclerio
scene e costumi Caludia Botta

Lo spettacolo
Una donna celebra un rito e prepara lo spazio circolare dell’azione col ritmo di un cuore che pulsa. L’autrice-attrice scende nel cuore di Maddalena partendo dalla domanda ‘che cosa significa dare’? e cerca nell’apertura incondizionata di quella prostituta, la limpida necessità di un amore non restituito. Senza perdersi, neppure dopo la violenza che non può generare altra violenza, ma amore. Insieme al contrabbasso di Tommaso Olivari la musica diventa intima voce del personaggio dall’infanzia all’incontro con Cristo. Il rito del teatro di è trasformato in un rito umano, d’amore, condotto da due cerimonieri. Due esseri apparentemente opposti e disuniti, che col proprio linguaggio – la danza del corpo e delle parole, la musica – percorrono una via comune per un destino comune, accettato e condiviso da entrambi. In un luogo spoglio, dove ciottoli di fiume formano un cerchio mai terminato, pali di bambù fanno da appoggio ad una tenda di stoffa bianca e leggera, i due cerimonieri si muovono in un rito circolare che non ha inizio né fine. Maddalena bambina diventa prostituta , per tornare, dopo la disperazione, alla limpidezza della nascita.

Antonella Morassutti
La danza , classica poi moderna. E la musica sono i primi studi di Antonella Morassutti: la formano, la legano al ritmo, al movimento, all’armonia del corpo in scena. Come attrice ha in Dario Manfredini la prima guida. Si diploma all’Accademia dei Filodrammatici di milano ma ben presto si distacca dalla linea guida della scuola per esercitarne una sua, personale, più duttile e meno prescritta. Non abbandona la danza e trova nel teatrodanza occasioni di maturazione e perfezionamento studiando con Luisa Casiraghi, Carolyn Carson e altri. Con Claudio Morganti, Pippo Delbono, Pepe Robledo continua ad approfondire lo studio del teatro,e insieme a Tommaso Olivari partecipa alla produzione ‘ITACA – il viaggio, la guerra, il volo’ con la Compagnia Pippo Delbono. Con Renata Molinari frequenta laboratori di scrittura. Determinante è stato l’incontro con robert Wilson con il quale lavora nel 1989 e nel 1992. Gli studi giovanili di musica , per sette anni studia pianoforte, incidono sensibilmente sul suo taglio attorale, marcando la ricerca del gesto, che vuole sempre essere armonico, espressione di un corpo che accoglie in sé la parola e ritrmo e li riversa sulla scena mescolati in un unico fluido.

powered by Hi-Net